Consigli di lettura: Ultime lettere di Jacopo Ortis

CINQUE MOTIVI PER (RI)LEGGERE LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS
Non si tratta evidentemente di discutere se abbia senso leggere o non leggere, consigliare o non consigliare la lettura dei classici; in questa proposta troverete cinque aspetti che possono emergere dalla lettura di un grande classico come le Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo: a voi poi la decisione.

  1. Jacopo Ortis è uno che nonostante si trovi in fuga e pieno di rammarichi, non esita a godersi gli attimi di amore per (e con) Teresa e la natura che lo circonda. Il protagonista è uno come noi: lo sentiamo vicino nel dolore, ma anche nella forza vitale che lo pervade.
  2. Jacopo Ortis riconsidera il ruolo della ragione umana e le attribuisce meno importanza rispetto a quanto ha appreso dai sui contemporanei. Forse servirebbe anche a noi riscoprire la freddezza della razionalità calcolatrice…
  3. … a patto di riappropriarci dell’istinto e della passionalità! È dunque meglio, suggerisce la vicenda, vivere esuli e senza alcun beneficio ma liberi e fieri della vita che si conduce.
  4. L’anima di Ortis è divisa: la patria stenta a trovare unità ed unificazione, l’amore non gli corrisponde, lui stesso non sa decidersi rispetto alla sua esistenza. Chi di noi non si è mai sentito così lacerato?
  5. Jacopo sceglie il luogo per il suo suicidio: non Venezia dove si trovava e dove viveva la madre, ma i Colli Euganei, dove aveva conosciuto Teresa. Ognuno di noi ha un luogo caro al cuore: lì torniamo per le cose importanti cui destiniamo i nostri desideri di autenticità.
    Elisa Parise

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