Impermanente fugacità

“Tempus fugit”, “Hic et nunc”: sentiamo dire spesso quanto sia importante il “qui e ora” e quanto sia fuggevole il tempo, soprattutto in quest’ultimo periodo durante il quale per un po’ si è fermato e ci ha dato l’opportunità di pensare a come lo viviamo.
“Tempus fugit”, “Hic et nunc” come moniti inascoltati si ripetono nella mia mente quasi quotidianamente provocandomi una certa tristezza e malinconia, perché mi ricordano che ciò che scorre veloce non resta, che il tempo non è mai abbastanza e sfugge via.
Come spesso accade quando abbiamo un pensiero ricorrente, lo vediamo ovunque, sembra che tutto ci parli di quello che ci “tormenta”, e così un giorno incappo per caso in un post su instagram: “tutto nella vita è impermanenza, nulla di ciò che oggi godi è assicurato per domani, ripetersi questo ogni giorno, avere questa consapevolezza fa si che tu possa sfruttare di più il momento in cui ti trovi […] capire l’impermanenza di tutto ciò che ci circonda, ci libera”.
Mi colpiscono queste parole perché si scontrano con la tristezza e la malinconia che provo al pensare che tutto scorre, che non resta per sempre, e per una persona come me che vorrebbe trattenere tutto e che non vorrebbe perdere nemmeno un minuto, sono gran di sollievo. Provo un senso di libertà nel sapere che tutto è impermanente e che ogni sforzo di rendere permanente il momento è vano. È una gran liberazione sapere che non dobbiamo “fare” nulla per godere al cento per cento di ogni momento e renderlo permanente dentro di noi, non dobbiamo “fare” ma “esserci”.
Quante volte di fronte alla bellezza sentiamo l’impulso di volerla catturare in modo da trattenerla per sé? Quante foto scattiamo con il fine di immortalare per sempre il momento che stiamo vivendo? Ci culliamo nell’idea che una foto possa catturare l’essenza del momento, la bellezza del paesaggio, del quadro che ammiriamo, ma è un’illusione, perché ciò che è bello è libero e inafferrabile.
C’è però qualcosa che resta ed è il ricordo di ciò che si è vissuto, la sensazione che abbiamo provato, la meraviglia che abbiamo ammirato.
È lo sguardo che scegliamo di posare sulle cose che dà valore a ciò che guardiamo. Possiamo guardare le stelle cadenti posando lo sguardo sulla loro rapida “caduta” dal cielo o sulla meraviglia della loro luce che illumina la notte. Nella lingua spagnola “stella cadente” si traduce con “estrella fugaz”, le stelle cadenti sono fugaci come il tempo: ci ricordano che anch’esse sono impermanenza, sono bellezza e libertà.

“E almeno per una volta inciampare su una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba,
e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
e persistere nel non sapere qualcosa di importante.”
(Wislawa Szymborska)

Alice Colussi

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