Kerstin Gier, Trilogia delle Gemme (Red, Blue, Green)

Ho scoperto questi tre libri per caso, mentre cercavo i primi due libri di un’altra trilogia sempre scritta dalla Gier, di cui in biblioteca avevo visto solo l’ultimo libro. La Trilogia delle Gemme è composta da tre libri, Red, Blue e Green (che sono rispettivamente Rubino, Zaffiro e Smeraldo), all’interno dei quali vediamo Gwendolyn e Gideon viaggiare periodicamente attraverso i secoli a causa di un gene presente nelle loro famiglie.
Attorno a questo gene è nata una setta segreta, la loggia dei Guardiani, che hanno il compito di inserire il sangue di tutti e dodici i viaggiatori del tempo all’interno del cronografo, uno strumento che permette di fare viaggi controllati in epoche, giorni e ore ben precise. Dodici viaggiatori, abbinati a dodici gemme e dodici animali, come dodici sono i semitoni in un’ottava musicale (da Do a Do per intenderci). Il loro compito di inserimento del sangue è stato interrotto a causa di altri due viaggiatori del tempo che si sono rifugiati nel passato con il cronografo, senza possibilità di tornare nel presente. Ma che cosa succederà quando tutti i viaggiatori saranno inseriti? Le profezie dicono che l’umanità non conoscerà più le malattie, ma è davvero così?

I personaggi, i luoghi ma soprattutto le epoche descritte sono ciò che mi hanno fatto innamorare di questi libri: li trovo veramente avvincenti e non mi sorprende che abbiano riscosso così tanto successo.

Se c’è qualcosa che proprio non sopporto, però, è l’adattamento cinematografico (Ruby Red I, II e III): nei primi due film hanno stravolto veramente tante cose che nel libro avevano senso ma nei film non c’è più, mentre il terzo film è pura fantasia (è ammirevole che sulle pagine Wikipedia dei film le differenze dai libri siano scritte solo per i primi due, senza molte sorprese). L’unica cosa che forse si salva, e che ho potuto apprezzare solo rileggendo i libri dopo aver visto i film, è che alcune delle battute che si scambiano i personaggi sono uguali a quelle sui libri.

Quindi, caro lettore, ti chiedo di scegliere: o i libri, o i film.
Laura Michelizza

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