Fare a maglia un’arte che fa bene alla mente e al corpo

In molti mi chiamano affettuosamente la nonna: questo nasce dal fatto che sono molto freddolosa e non giro mai senza un foulard o una giacchina anche in pieno agosto e con 40 gradi all’ombra. Ma con gli anni questo simpatico soprannome si è fortificato per via di una serie di attività che mi piace praticare e che forse risultano un tantino datate, come lavorare ai ferri.
Il tutto nasce da una folle ansia che ho di sprecare il mio tempo: starmene sul divano a guardare la TV e non fare nient’altro per me è inconcepibile. Sì, lo so di avere qualche problema. In ogni caso essendo una paziente oncologica, spesso mi ritrovo nella condizione di vedermi costretta a concedermi anche al dolce far nulla. Inizialmente mi sono buttata sulla lettura ma ogni tanto sento la necessità di liberare anche la mente e darle un po’ di tregua. Fare dei lavori manuali ma poco impegnativi mi sembrava un’ottima soluzione; sì, ma cosa?
Un Natale per magia, mi regalano due ferri e un gomitolo di lana: è stato amore a prima vista. Non avevo nessuno che mi insegnasse da dove partire, ma con un po’ di buona volontà ed un sacco di tutorial ecco la mia prima creazione: una sciarpa per la nonna.
Non potete capire l’emozione: da lì l’obiettivo era quello di spingermi oltre e imparare il più possibile; la mia tecnica non è ancora avanzata ma ho imparato ad usare i ferri dritti e anche quelli circolari; ho fatto cappellini, scarpette e maglioni con una certa soddisfazione.
Per me l’attività del “fare la maglia” è un vero e proprio antistress perché mette insieme concentrazione e libertà mentale, rilassamento e azione e favorisce la creatività; lo “knitting” (così si scrive, in inglese) è fatto di movimenti modulati e ripetitivi, che aiutano a stare nel presente, allontanando le preoccupazioni derivanti dal passato o le tensioni per il futuro. Dà spazio ad un pensiero senza pensiero.
Consiglio questa particolare attività per chi fosse malato, non impegnato in attività lavorative o semplicemente annoiato: restare occupati fa bene alla salute, inoltre il lavoro a maglia non richiede attrezzature costose e consente di realizzare cose concrete e facilmente utilizzabili. Infine mette di buon umore: provate solo ad immaginarvi in un pomeriggio d’inverno, seduti sul vostro soffice divano, avvolti da una copertina con un buon tè e della musica di sottofondo, intenti nel realizzare il vostro progetto. Non vi scalda già il cuore?
Vi stupirà scoprire che sempre più uomini scelgono il lavoro a maglia per rilassarsi, con l’obiettivo finale di dedicare del tempo a sé stessi e ricercare quel momento di calma, pace e benessere.
Insomma: fare a maglia diverte, in modo creativo e produttivo; fa bene al corpo, alla mente e alle emozioni. E allora, che ne dite, uomini e donne: senza temere di diventare una “nonnetta” come me, iniziamo a sferruzzare?
Eleonora Brun

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