Consigli di lettura: Raffaella Cargnelutti, La valle dei Ros

“Una cruda valle in Carnia, nel corso del Novecento, è teatro di storie nere, legami forti, personaggi epici.”

Spesso le storie che narrano la montagna sono forti, dure, aspre e questa non fa certo eccezione.
La Carnia con le sue valli e le alte vette è una terra faticosa, che non regala niente.
Lunghi inverni freddi, pascoli magri e difficili da raggiungere, una vita isolata e senza grandi distrazioni. I suoi abitanti lo sanno bene, uomini e donne che passano la vita a lavorare dalla mattina alla sera, corpi piegati dagli sforzi, occhi severi, caratteri forgiati dalle difficoltà. Non c’è spazio per molto altro, tenerezze e cose simili sono roba da femminucce.
Eppure a questa terra, dove sono nati e cresciuti e che spesso non hanno mai lasciato, per un motivo o per l’altro sono affezionati, legati ad essa in modo viscerale, l’unica in cui desiderano vivere.
In questa lettura incontreremo la miseria, l’avidità umana, la sofferenza, la risolutezza, ma anche la resistenza, la fierezza, una sorta di malinconica dolcezza.
A fare da sfondo alle vicissitudini dei diversi personaggi i due grandi conflitti mondiali, narrati dal punto di vista di una comunità montana, l’esercito della resistenza sostenuto dalle infaticabili e coraggiose portatrici e infine la dolorosa e mai dimenticata esperienza dell’orcolat.
Cosi si chiama in Friuli il terremoto.

Monia Rossi

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