Consigli di lettura: La luna e i falò

Partire, tornare e cercare se stessi. Che succede quando si lascia la propria terra e poi si cercano le proprie radici a fortuna raggiunta?
Il protagonista di questo libro non ha radici se non quelle date dal lavoro, dall’essere cresciuto in un mondo contadino percepito come genuino benché privo di possibilità. Dopo aver cercato nuove prospettive in America, nel Dopoguerra ritorna nella langhe piemontesi dove aveva lavorato da ragazzo e cerca di ricostruire luoghi, fatti, storie. Ricordi e persone si affastellano sulla pagina: l’ammirazione per le classi abbienti, i rimpianti per la durezza della vita contadina, il tentativo di salvare dalla miseria umana qualcuno in cui ci si rivede, la disillusione per le tristi vicende di tre ragazze tanto belle e agiate quanto sfortunate umanamente.
In un continuo intrecciarsi di racconti del presente e del passato, assistiamo a scene desolanti in cui si percepisce l’inquietudine dell’autore. La narrazione è lenta, ma la tecnica interessante: il titolo, ad esempio, è sovente richiamato in più modi che non possono non soddisfare il gusto di un lettore attento.

Elisa Parise

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