Consigli di lettura: Lo sguardo lento delle cose mute

“Forse non dovreste comprare questo libro.”
Inizia così la prefazione dell’autore. Non proprio un esperto di marketing verrebbe da pensare. Eppure, rileggendola dopo aver finito il libro, se ne coglie appieno la potenza, la seduzione, l’intento di preannunciare un viaggio magico, mistico, misterioso, nel quale vi troverete imbrigliati, completamente risucchiati, confusi, pieni di domande che non troveranno risposte.
Un subbuglio di pensieri ed emozioni, un vorticare di sensi, l’esperienza di percepire l’anima degli oggetti, il prendere vita delle cose. Con questi e mille altri stati d’animo si legge questo libro.
La mente aperta, i sensi all’erta.
Tre bei respiri profondi e poi giù, nel mondo di Auri, dove le stanze hanno un nome proprio, dove ogni cosa trova il suo posto per essere felice altrimenti fa il broncio, dove ogni azione richiede l’attenzione dovuta e ogni cosa va fatta nel modo giusto perché è lì che finiscono le intenzioni.
Una volta riemersi è possibile che al vostro sguardo le cose sembrino diverse, ma loro sono sempre le stesse, siete voi a essere cambiati.
Ah, e non preoccupatevi se comincerete a parlare con il frigo o ad accarezzare le coperte con dolcezza, d’altronde all’inizio eravate stati avvisati.

Monia Rossi

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