La sopraffina audacia del nero

La scienza ipotizza che il nero, dal punto di vista teorico, sia l’assenza di colore, la mancanza di luce. Ma se ad esempio mescoliamo su una tavolozza tutti i colori insieme, ci avviciniamo ad un colore molto scuro, prossimo al nero.
Ecco perché descriverlo senza accettare che sia l’implosione di mille colori è come parlare dell’amore pensando di poterlo descrivere disegnando un cuore. E’ come parlare di Leonardo immaginando solo la Gioconda; è come descrivere l’Italia e gli Italiani etichettandoli miseramente con “pizza, mafia e mandolino”.
Riesco ad immaginare solo il nero come il colore utile a rappresentarmi.
Il nero che contiene il verde acido dell’ipocrisia, il rosso cremisi della collera che pulsa, il giallo zafferano della pace che respiro in casa, il viola ametista dei sogni che non riesco mai ad afferrare, il marrone noce americano degli occhi nei quali cerco approvazione, l’azzurro pervinca del cielo osservato sdraiato in giardino, il grigio basalto che respiro al lavoro, il rosso vermiglione delle bocche sorridenti dei miei rampolli.
Il nero è la cassaforte di ciò che le persone non ammettono d’essere… a volte agli altri, più spesso a se stesse.
Basterebbe accettare che anche la notte di San Lorenzo, mentre guardi per qualche decimo di secondo la stella cadente, sogni per ore di immergerti in quel cielo nero.
Dentro al nero si rifugiano domande mai fatte e risposte mai date; si annidano le perplessità, i desideri invalicabili, i sogni dimenticati ed i progetti accantonati.
Ma frugando bene, rovistando con cautela, si trovano anche i ricordi verde arlecchino dell’adolescenza, i profili anatomici rosa corallo, gli odori bianco cocco delle estati al mare, gli abbracci blu zaffiro scambiati di nascosto sotto le coperte.
Il nero da sempre rappresenta l’oblio, la paura, il vuoto, ma allo stesso tempo affascina per l’eleganza, la raffinatezza, l’eccitazione. E nessuno potrà mai negargli la dote che lo rende seducente agli occhi di tutti: l’audacia.
Il nero è come un paio di culotte brasiliane in pizzo; qualsiasi cosa copra vale la pena di vedere cosa ci sta dentro.

Ruggero Vitali

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