Se non avessi paura

Ci sono due forze motrici fondamentali: la paura e l’amore. Quando abbiamo paura, ci ritraiamo indietro dalla vita, quando siamo innamorati, ci apriamo a tutto ciò che la vita ha da offrire con passione, entusiasmo, e l’accettazione.
John Lennon

La paura. Quante volte mi è capitato di chiedermi cosa farei se non avessi paura oppure, meglio ancora, cosa avrei fatto se non avessi avuto paura.
La paura che nasce dalla mancanza di fiducia o dalla perdita di fiducia, dall’insicurezza, la paura del fallimento o del giudizio degli altri, la paura del futuro, del dolore, la paura di rimanere soli, la paura del buio, la paura di cadere e non riuscire a rialzarsi, la paura che spesso ci impedisce di vivere al meglio la nostra vita.
Quella paura che non ha colori, non ha profumi, ha suoni sgraziati e distorti, ha artigli affilati, corde e catene, toglie il respiro, cancella i ricordi e calpesta i sogni, quella paura che ci fa immaginare mostri sempre più grandi di quelli che realmente incontriamo, quella paura che ti fa sedere sul ciglio della strada con la testa tra le mani e che ti riempie le scarpe di sassi aguzzi e taglienti, che rendono difficile ogni singolo passo fino a farti rimanere immobile.
Leopardi diceva che chi ha il coraggio di ridere è il padrone del mondo e, allora, io ho deciso che voglio ridere e non voglio avere paura.
Voglio amare, voglio abbracciare, voglio correre scalzo in un campo di papaveri, arrampicarmi in cima ad una montagna e volare con un deltaplano libero come un’aquila. Voglio salpare per Itaca, ascoltare il canto delle sirene, sconfiggere Polifemo, cavalcare una nuvola e camminare su una stella, visitare Atlantide e sconfiggere mostri marini che custodiscono i tesori di mille naufragi, valicare le colonne d’Ercole e scoprire nuovi mondi, sconfiggere, assieme a Cavallo Pazzo, il generale Custer a Little Bighorn, stringere la mano a Verdi dopo la prima del Nabucco, cavalcare con Napoleone, conoscere Che Guevara e camminare con Neruda, scoprire un vaccino per vincere le malattie più orrende, dare da mangiare a tutti i bambini del mondo, ma soprattutto voglio fare tutte queste cose assieme alle persone importanti della mia vita e lo voglio fare sorridendo.
Quando la paura non ci sarà più, ci sarò solo io con i miei sogni e la mia voglia di vivere di colori, profumi, suoni.
Se non avessi paura vorrei solo vivere e ricordarmi di aver vissuto ogni singolo giorno.

Andrea Spessotto

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