I fiori sopra l’inferno di Ilaria Tuti.

Bosco di Travenì. Il corpo di un uomo viene rinvenuto privo di vita. Giace sull’erba in posizione supina, è coperto di brina. Le braccia sono poste lungo i fianchi, le mani adagiate su un cuscino di muschio, tra le dita qualche fiore invernale dai petali pallidi e trasparenti. Questo lo scenario agghiacciante che si presenta dinanzi alla squadra di polizia, a capo delle indagini Teresa Battaglia, commissario di polizia specializzato in profiling capace di leggere e scrutare nell’intimo dell’essere umano e che imperturbabile nasconde un segreto, un segreto inconfessabile ma determinante per la sua vita e la sua carriera lavorativa. Accanto a lei conosciamo Massimo Marini, giovane ispettore che si trasferisce dalla grande città in un piccolo paese, L’ispettore pensa che il commissario sia un uomo, ma Teresa mette subito in chiaro che è lei il capo.
“Nessuno mi ha detto di cercare una donna, commissario.” Lei lo scrutò come si guarda una cacca attaccata alla suola di qualcun altro. “Be’ ispettore non ha fatto nemmeno lo sforzo di pensarlo.”

Ho adorato questo travolgente thriller sin da subito, lo stile dell’autrice è coinvolgente, fa sentire il lettore parte integrante delle indagini. Teresa è una donna problematica e piena di debolezze che però sa tirare fuori una forza pazzesca, è questa a renderla umana e a farla sentire incredibilmente vera nel bene o nel male, rendendo la storia più reale.
Il libro è inquietante, oscuro e la stessa autrice costruisce un’ambientazione cupa, lugubre, selvaggia in un paese inventato di nome Travenì, situato nelle Dolomiti friulane.
L’attenzione del lettore è sempre concentrata sulle vicende, la tensione non cala mai e la curiosità è tanta nel proseguire fino alla fine.
Di Ilaria Tuti mi piace molto la cura per i dettagli, le descrizioni che dedica ai paesaggi senza risultare noiosa o pesante e lo studio che fa prima di scrivere ogni libro. Il fatto che dietro ad un fatto inventato ci sia una base di storia vera rende tutto più credibile. Questo è solo il primo caso di Teresa e Massimo che vi invito a leggere e sicuramente a proseguire con i prossimi e imperdibili libri.

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