Il dolore non ha colore

“A un cuore in pezzi nessuno s’avvicini 

senza l’alto privilegio di avere sofferto altrettanto “ 

Emily Dickinson 

Il dolore è qualcosa di indescrivibile, è rumore che fa male. Il dolore non ha un suono: viaggia nel silenzio e lo riempie. Il dolore si espande, cresce, sovrasta, lacera. Il dolore non ha colore o almeno non ha un colore definito: spesso usa colori bugiardi per vestirsi o meglio per confondersi, per nascondersi, per camuffarsi e poi colpire vigliaccamente, perché lui aggredisce sempre alle spalle, colpisce chi è indifeso, sferra colpi con lame taglienti e poi scappa e ascolta con gioia il male procurato. Il dolore è vigliacco, non ha coraggio di guardare in faccia, fugge lo sguardo e si contorna di falsità. II dolore assume le sembianze di un letto, di un ago, di una siringa. Il dolore porta sgomento, paura, riempie di rabbia, di ansia, di preoccupazione, di paura gli occhi di chi lo vede colpire ma soprattutto il dolore regala impotenza e insicurezza a chi assiste senza poter fare nulla. Il dolore fa barcollare, inginocchiare, cadere, rannicchiare in un angolo, portare le mani alle orecchie per non sentire, chiudere gli occhi per non vedere. Il dolore costringe le mani inermi lungo i fianchi in segno di resa, fa sudare, strappare i capelli, piangere, imprecare, bestemmiare, pregare. Il dolore toglie la dignità e rende fragili, porta a chiedere, a elemosinare, ad aspettare sempre qualcosa da qualcuno ma troppo spesso nel dolore si è soli. 

Il dolore si manifesta nell’insensibilità, nella distanza, nel distacco, nella freddezza; si nutre della stoltezza di tanti, si ciba dell’invidia, si abbevera dinnanzi all’ipocrisia. Ma il dolore si dispera e perde davanti all’unione, davanti alla solidarietà, davanti alla condivisione, davanti alla presenza, davanti alla volontà di pochi che uniti diventano un esercito in grado di affrontarlo e sconfiggere i demoni del suo esercito. 

Il dolore è essere nudi e indifesi in balia di cose troppo grandi da affrontare; è vedere la pena negli occhi di chi non sa vedere, è scontrarsi con la rassegnazione che vorrebbe vincere sulla speranza, è ricevere consigli da chi non sa neanche quello che dice perché, come diceva William Shakespeare ,“tutti gli uomini sanno dare consigli e conforto al dolore che non provano”. 

Andrea Spessotto 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...