Il cacciatore di aquiloni

Un grande classico della letteratura dopo la caduta delle Torri Gemelle. Eppure sorprendente.
Il cacciatore di aquiloni è la storia di un Afghanistan che non conosciamo mai abbastanza, del suo periodo ricco e del suo declino sotto il controllo dei talebani. È anche una storia fra le tante storie di immigrazione e integrazione per poi ricostruire le proprie origini. Fino a qui tutto come da copione: letteratura etnica che porta a scoprire mondi diversi e a capire cosa succede in Occidente quando l’Oriente bussa alle sue porte, e non sempre con garbo.
Ma la vera sorpresa è che Il cacciatore di aquiloni è un romanzo di formazione pieno e fitto: un ragazzino che sgomita con dolore per conquistare la stima di un padre apparentemente freddo e rigido saprà prendersi cura dello stesso padre gravemente malato di nostalgia prima che di cancro? Cosa si prova quando in un matrimonio tanto desiderato e sospirato non arrivano dei figli? Cosa scatta nell’animo quando figli feriti cercano di diventare genitori?
La vera formazione di quel ragazzo avviene però solo quando, ormai adulto e scrittore di successo, si scontra con la verità agghiacciante di una grossa falla nella storia del padre. E l’Afghanistan non è più quello che conosceva da ragazzo e i rapporti sociali sono stati stravolti nella rivoluzione politica e familiare.
La sorpresa è dietro ogni angolo di pagina im questo libro: celebre e non senza motivo.
Elisa Parise

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