COME NASCE UNA CITTA’ ECOSOSTENIBILE

 Friburgo è famosa in Germania ed in Europa per la sua ecosostenibilità: edifici a basso impatto ambientale, energia ottenuta da risorse rinnovabili e non inquinanti ed una mobilità costituita al 70% da spostamenti a piedi, in bici o su mezzi pubblici. Eppure, a differenza di ciò che si possa pensare analizzando i grandissimi risultati ottenuti dalla città in termini di sostenibilità, le misure messe in atto all’interno della città stupiscono per l’estrema semplicità.

Innanzitutto lo scarso impatto ambientale delle abitazioni, in particolare quelle dell’ecovillaggio Vauban. Costruito nell’area di una vecchia caserma dismessa, rischiava di diventare un quartiere anonimo frutto della speculazione edilizia. Per la volontà della popolazione si è trasformato invece in un luogo di sperimentazione di idee e tecniche ecosostenibili. Sono stati adottati accorgimenti di una banalità ed efficacia impressionanti: basta considerare l’idea di piantare filari di alberi che perdono le foglie in autunno sul lato della casa affacciato a sud. Ciò fa sì che d’estate la casa sia protetta dal sole grazie alle foglie e d’inverno ne riceva il calore senza impedimenti. Lo stesso avviene con l’utilizzo di ampie tettoie che proteggono le finestre dall’irraggiamento solare quando esso avviene perpendicolarmente al terreno (d’estate) e lo consentono quando l’inclinazione dei raggi è minore (d’inverno).

Per quanto riguarda la mobilità, l’uso delle automobili private è disincentivato grazie a semplici soluzioni: posti auto a costi elevati, assenza di parcheggi in centro storico, strade per sole biciclette, lunghi tempi d’attesa agli incroci dove sono sempre i ciclisti ad avere la precedenza. Questi grandi “fastidi” per gli automobilisti hanno prodotto profonde modificazioni delle abitudini e, alla lunga, un miglioramento della qualità della vita di tutti gli abitanti. Sono infatti gli stessi cittadini che, accorgendosi dei benefici di una città green, propongono di espandere sempre di più le aree dichiarate “auto-free”.

 Va inoltre detto che la qualità della vita non è determinata solo dalle riforme ecosostenibili attuate ma anche dalla ricerca della bellezza e dal contatto con la Natura. La vicinanza del centro alla Foresta Nera che permette una facile evasione dalla vita cittadina, la ricostruzione degli edifici del centro storico negli stili originali e la presenza dell’Università che costituisce una fonte di vitalità e di continui stimoli culturali, fanno di Friburgo una città in cui viene voglia di trasferirsi. Eppure, sono decine e decine le cittadine italiane che avrebbero le stesse potenzialità di diventare altrettanto belle e vivibili. Servono politiche lungimiranti ma anche la crescita di una coscienza collettiva che porti a reali cambiamenti dei nostri stili di vita.

MARGHERITA GNOCATO

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