ROBERTINO E LA PAURA DEL BUIO

Quella di oggi è una notte scura, scura. Non ci sono stelle nel cielo. È l’ora di andare a fare la nanna per Robertino; lui è davvero un bimbo coraggioso. Non vuole che la mamma gli si sieda accanto per addormentarsi; gli basto io che sono un Bigliettino Giallo e per farlo stare bene cerco di splendere più che posso. Di solito lasciamo che la luce della luna e delle stelle entrino in camera e lui si sente subito al sicuro.
Robertino ha un po’ paura del buio, ma non vuole che altri lo sappiano; lo ha detto solo a me. Anche io ho un po’ paura del buio, ma non posso confidarglielo; lui conta su di me.
Guardo il cielo dalla finestra in cerca della luna, ma c’è una grossa nuvola che la copre. E le stelle dove sono finite? Se ne stanno nascoste quelle sfaticate oggi! Come faremo ad addormentarci io e Robertino? Mi stendo nel letto insieme a lui e cerco di abbracciarlo forte, forte. Forse così riuscirà a dormire meglio.
Ma Robertino non riesce proprio a prendere sonno. Se ne sta lì con gli occhietti spalancati … e anche io. Ogni piccolo rumore lo mette in allerta. Non c’è proprio verso di addormentarsi. Intorno a noi è così buio che non riusciamo a vederci e nemmeno io riesco a brillare come vorrei.
Devo fare qualcosa, devo inventarmi qualcosa. Penso un attimo ed ecco che mi viene un’idea. Mi alzo di scatto e mi dirigo verso l’armadio. Robertino mi segue con gli occhi. Apro l’anta, al suo interno vi è riposta una scatola; tolgo il coperchio e lì trovo tanti Bigliettini Gialli come me che sonnecchiano al calduccio.
“Ehi ragazzi, sveglia!!”
“Ma cosa c’è? Perché ci svegli? Stavamo dormendo così bene!”
“Ho bisogno di voi! Robertino ha paura del buio.”
Io e gli altri bigliettini confabuliamo un pochino tra noi mentre Robertino se ne sta nel suo lettino a fissare le nostre sagome nascoste nel buio.
Ad un certo punto ecco la magia: una luce splendente. Sono tutti i miei amici bigliettini gialli che si sono trasformati; sono diventati piccole stelle luminose. Stelle che raccolgo velocemente in un barattolo di vetro.
Faccio cenno a Robertino di aspettarmi mentre corro come un razzo fuori in giardino. Apro il barattolo e faccio uscire tutte le stelle perché possano volare nel cielo e brillare nella notte.
Ritornato in camera, Robertino è già che dorme. Era proprio sfinito. Mi accovaccio a fianco a lui e chiudo gli occhi, sono stanchissimo. Ecco che mi appare un piccolo pensiero positivo: “Non avere paura della notte; é nel buio che brillano le stelle”. Saluto i miei amici bigliettini diventati stelle e mi addormento esausto.

Eleonora Brun

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