Io cammino da sola di Alessandra Beltrame

Questo per me era uno degli incompiuti: li chiamo così i libri che inizio a leggere e poi per qualche motivo abbandono sul comodino prima di averli finiti, in attesa di decidere se continuare o passare oltre.
Dopo un po’ di tempo ho deciso di rileggerlo ricominciando da capo e ho capito che la prima volta non lo avevo capito: mi sembrava totalmente diverso, ero io a essere diversa; questa volta l’ho trovato molto interessante.
Alessandra è una donna che all’apparenza sembra avere tutto: una carriera avviata, una buona posizione economica, la sua indipendenza; eppure decide di mettersi in gioco lasciando tutto ciò che ha per iniziare la ricerca di qualcosa che le manca, che sente sfuggente: la felicità e la piena realizzazione di se stessa.
Quasi per caso inizia a camminare insieme ad un gruppo, con lo scopo di evadere dalla quotidianità e dal ritmo frenetico della città, immergersi nella natura e schiarirsi le idee.
Dopo la prima esperienza ne seguono altre, sempre più lunghe, fino a ritrovarsi a decidere di partire da sola, a piedi, per trascorrere un periodo in solitudine, con lo zaino sulle spalle e i pensieri nella mente.
Il libro è al tempo stesso un inno alla solitudine e un manuale per camminatori solitari, sulle difficoltà fisiche e mentali da affrontare, sulla fatica da conoscere e gestire, sugli imprevisti da superare, ma anche sulla bellezza della natura, sugli incontri inaspettati, sulla riscoperta dei ritmi rallentati.

Monia Rossi

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