Chiacchiere con un artista: Giulio Masieri

È una serata di agosto ed ho appuntamento con l’artista degli “animali giganti del quartiere di Torre a Pordenone”.
Giulio è una persona alla mano, semplice, schietto, diretto. Chiacchieriamo come due vecchi amici, pur non conoscendoci.
Quando nasce l’idea degli animali?
Mi risponde sorridendo – Durante il Covid, ero chiuso in casa, sono sceso nei garage del condominio e ho chiesto se potevo fare un disegno. Così è nato “Il gatto” come momento di fuga al lockdown. Ero stanco di tutta quella apprensione e volevo evadere: che cosa poteva essere meglio di un grande animale? Poi ho chiesto alla Associazione Torre se mi trovavano una parete per fare un altro murales ed è nato “Il cane”.
Anche la RAI si è scomodata per te: immaginavi di avere così tanta risonanza?
Sorride nuovamente – Francamente no. Mi hanno contattato anche da Napoli! Ma la cosa più bella è vedere quanti bambini vengono a vederli. Oggi c’era una nonna che mi ha fermato per chiedermi se sapevo dove fosse il condominio con “Il gatto”.
Ridiamo – Non sapeva fossi tu?
No! I bambini li accarezzano, sono curiosi a quella età, mi chiedono come si usano le polveri e io glielo spiego.
Mi sembra di capire che ti trovi a tuo agio con loro.
Diciamo che per me l’arte è anche un modo per rimanere bambino, per cui sì, mi piace vederli felici accanto al mio murales.
Cosa pensi dei writer?
Ce ne sono di bravi, dei veri artisti, altri timbrano e basta. Marcano un territorio, nulla di più. Non c’è un pensiero dietro ai loro graffiti.
Tu usi le polveri per fare i tuoi murales?
Sì, a differenza degli spray durano più a lungo. Mi fanno sorridere quei vandali che usano gli spray, spesso per danneggiare monumenti storici: i loro spray non sono capaci di durare a lungo, mentre ciò che imbrattano rimarrà nel tempo.
Quasi una metafora, Giulio? “L’arte è eterna; lo sfregio è un urlo nel silenzio, scompare dopo poco”.
Sì, è un po’ così! Ultimamente noto che si sta rivalutando questa forma d’arte, vedo più interesse da parte di tutti. Probabilmente in questi momenti di difficoltà sociale ed emotiva le persone hanno bisogno di vedere cose belle, di apprezzare ciò che ci circonda e di stupirsi magari davanti ad un cane che ti guarda da un vecchio muro.
Ultima domanda. Tutti abbiamo dei riferimenti artistici: i tuoi quali sono?
I classici: Michelangelo, Tiziano, Raffaello ma sopratutto Leonardo, un genio a tutto tondo.
Prossimo sogno?
Un murales molto grande, un nuovo animale. Chissà.
Già, chissà, ripeto anch’io.

Chi volesse contattare Giulio Masieri può farlo attraverso la sua pagina Facebook.

Vida Michele “Baudasch”

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