L’icona sbagliata

“Chiedilo a Marilyn. Quanto l’apparenza inganna e quanto ci si può sentire soli”
(cit. Brunori Sas)

Una Marilyn ammiccante con il suo vestito bianco che svolazza sopra quella grata è sicuramente l’immagine che l’ha consacrata come icona di sensualità e bellezza.
Se poi tutti sapessero che quella scena le è costata un bel pestaggio dall’allora suo marito Joe Di Maggio, magari il potere di quella sensualità assumerebbe un valore diverso, probabilmente ancora più intenso.
Un’infanzia trascorsa tra orfanotrofi e affidamenti, in totale carenza affettiva. Una carriera come modella e attrice che decolla per caso e che più volte vacilla. Diversi matrimoni naufragati, le presunte relazioni con i Kennedy.
Insomma la storia di Norma Jeane Baker Mortenson, perché così si chiamava la più avvenente bionda che l’ultimo secolo ricordi, non è stata proprio quella che ci si aspetterebbe vedendola lasciare le proprie impronte sulla “walk of fame” di Hollywood. Una storia che si è chiusa poi nel peggiore dei modi: la sua morte, a soli 36 anni, sulla quale ancor’oggi restano da risolvere diversi punti oscuri.
Eppure, nonostante la particolarità del personaggio, della sua storia, del suo cavalcare una notorietà, dovuta non solo ad un corpo attraente, ma evidentemente anche alla capacità di saper arpionare le opportunità (il tutto annebbiato da situazioni personali complicate), emerge un aspetto che, per quanto mi riguarda, ne assegna un’iconicità diversa da quella che le hanno affibbiato i media fino ad ora.
Marilyn Monroe prima di essere l’emblema del “bello” dovrebbe essere il simbolo della forza. Una forza per contrastare un ambiente sociale, all’epoca prettamente maschilista. La forza di come, da una caduta, ci si possa rialzare; della consapevolezza delle scelte sbagliate; la forza di ammettere il proprio essere, la propria fragilità, le proprie debolezze. Il fatto di essere in pubblico qualcosa di diverso da ciò che si è realmente. Una forza non sempre sufficiente, ma che sicuramente va coltivata, incentivata, costruita.
Nella drammaticità della storia personale di Marilyn Monroe il messaggio che però spicca è quello della tenacia.
Carisma, passione, voglia, grinta sono i veri fattori che determinano chi siamo; poi se abbiamo anche un bel sorriso allora abbiamo tutte le carte in regola per lasciare il segno.

“La vita non diventa più facile, sei tu che diventi più forte.”
Marilyn Monroe

Articolo di Ruggero Vitali

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