Se son libri fioriranno… – Lettere a un giovane poeta (di Reiner Maria Rilke)

Lo ritrovo d’estate, dopo qualche estate senza vederci. Lo ritrovo dopo una passeggiata sull’omonimo sentiero sul Carso, eppure è sempre stato in bella vista tra i grandi: Leopardi Petrarca e Montale gli fanno compagnia sullo scaffale; “poeti preferiti” è la classificazione mentale attribuita al quartetto.
Le Lettere di Rainer Maria Rilke sono un libretto che nell’edizione Adelphi contiene tre brevi scritti: le lettere indirizzate al giovane scrittore Kappus, quelle a una giovane signora e un breve scritto Su Dio.
La mia copia è minutamente vergata e spesso annotata: a molte lettere ho dato un titolo proprio. E ce n’è per tutti i gusti: sulla bellezza, sulla solitudine, sulla tristezza, sul senso della vita. Ognuna porta con sé la profondità del poeta, lo sguardo lungimirante del sognatore, la verità del mistico: prose che aprono a una dimensione altra della vita come solo la poesia sa fare.
Furono risanatrici qualche estate fa: dopo la loro lettura si aprì una nuova stagione della mia vita. Le ritrovo sullo scaffale, ma mi sono sempre state vicine.

“Essere artisti vuol dire […] maturare come l’albero che non incalza i suoi succhi e sta sereno nelle tempeste di primavera senz’apprensione che l’estate non possa venire. Ché l’estate viene.” – 23 aprile 1903

Elisa Parise

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