Se son libri fioriranno… – Soltanto vive (59 monologhi)

“… Eppure ti credevo, sì, ti credevo! Come quando da piccoli si crede, che in cielo, ci sia qualcuno a spingere le nuvole!”
Questa è solo una delle 59 storie, delle 59 voci, delle 59 donne che la violenza e l’abuso hanno segnato indelebilmente. Qui diventano parole “salvate” per liberare nell’aria il silenzio e dare ad esso voce; un silenzio che non può più essere taciuto. Sono tante le donne rinchiuse tra le mura domestiche, che non hanno la forza di opporsi a tale brutalità per paura o per vergogna; perché cresciute in una cultura che insegna loro a subire e sopportare, spacciando i maltrattamenti a cui sono sottoposte per normalità. Ma la violenza non è solo fisica. Spesso molte donne subiscono una manipolazione mentale che le conduce all’isolamento ed al silenzio.
Ho sempre creduto nella scrittura come terapia per rimarginare le ferite scolpite nel profondo, una cura per lenire le cicatrici che segnano l’anima delle persone e quindi, quando ho scoperto questo libro, ho subito capito che dovevo averlo e leggerlo e così ho fatto. L’ho preso e divorato in un’ora. Sono sincera, temevo che la lettura sarebbe stata difficile per le storie narrate ma ho deciso di chiudere gli occhi, liberare la mente e lasciare fuori ogni tipo di pregiudizio. Mi sono immersa completamente in queste piccole prose dal linguaggio poetico, parole che danno vita a esperienze vere. Un coro di donne capaci di raccontare, a piccoli sorsi, l’abuso subito e tentare una via possibile di riscatto e di salvezza.
Il compito di raccogliere queste 59 testimonianze è stato accolto da Stefano Raimondi, poeta e critico letterario che si è occupato di linguistica e didattica poetica.
Stefano da sempre è molto attento al tema della violenza sulle donne.
Un libro il suo che va letto per rimanere in ascolto, per non nascondere la testa sotto la sabbia, per prestare attenzione a chi ci circonda.
“Sono le storie raccontate dalle mani quelle che si lasciano cadere, ma la tua resta impigliata tra le dita come una promessa.”

Eleonora Brun

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