Se son libri fioriranno… – La vera storia del lupo cattivo di Francesco Vecchi

Chi di noi non conosce il lupo cattivo e la sua storia?
Pochi di noi non hanno mai sentito parlare del lupo cattivo delle favole.
Ma…se ci fosse un’altra versione della stessa storia?

Questo libro mi è stato regalato da chi mi conosce molto molto bene, da chi sa che mi piace apprendere la totalità delle storie per poi farmi una mia idea.
Lupetto era nato in una modesta famiglia, il padre cacciatore e la madre sarta cercavano nel loro piccolo di sfamare la numerosa famiglia. Ma le difficoltà a reperire cibo sufficiente per sfamare tutti i componenti del nucleo famigliare, la vecchiaia della mamma ed il fatto che fosse l’unico figlio maschio portarono i genitori a dover prendere una difficile decisione: Lupetto sarebbe andato a lavorare dall’uomo.
Un giovane allevatore lo trovò e pensò di farsi dare una mano per fare la guardia alle pecore. Non era ancora così grande da somigliare ad un lupo, lo si poteva ancora scambiare per un cane. Tra i consigli che gli erano stati dati dai genitori, un ottimo olfatto, la velocità con cui correva e l’intelligenza tipica dei lupi fece un bel lavoro. Il giovane padrone per ricompensarlo gli dava sempre più cibo per farlo crescere e per dimostrargli che era fiero di lui. Lupetto faceva in modo tale che la mattina la ciotola fosse sempre vuota così da avere sempre cibo in abbondanza da consegnare al padre, il quale poi lo portava alle figlie ed alla moglie.
Man mano che il tempo passava Lupetto stava crescendo ed era sempre meno facile scambiarlo per un cane, le zampe e le zanne si allungavano sempre di più. Stava diventando un lupo adulto.
Il giovane padrone gli voleva bene ed era contento del suo operato, ma al villaggio dove viveva ormai non credevano più che Lupetto fosse un cane. La pressione a cui veniva sottoposto il padroncino era sempre maggiore, gli uomini erano pronti ad uccidere Lupetto. Pertanto nonostante l’affetto, la stima e la fiducia che aveva verso il lupo, decise di legarlo ad una catena di notte.
Lupetto non si capacitava di questo cambio improvviso, ma per quanto fosse dura cercò di adattarsi.
Incatenato non poté far nulla contro gli altri lupi che vennero a far razzia nel villaggio. Cercò di divincolarsi ferendosi il collo, ululò, ma quando arrivarono gli uomini ormai era troppo tardi.
Nel villaggio decisero di dare una punizione esemplare a Lupetto, lo rinchiusero in attesa del sorgere del nuovo giorno per mettere in pratica quanto deciso.
Il padre di Lupetto andò in soccorso del figlio.
Lupetto riuscì a scappare ma dovette lasciare al villaggio qualcosa di molto importante.
Nonostante fosse stato leale, fedele, avesse lavorato sodo, gli abitanti del posto credettero che fosse stato lui a chiamare gli altri suoi simili che si mangiarono le pecore.
Fu così che Lupetto divenne il Lupo Cattivo in attesa di incontrare un umano che gli facesse cambiare idea.

Katiuscia Salmaso

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