Lo spacciatore di libri

Cosa succede se in un quartiere chiude una libreria? Perché ci preoccupiamo tanto visto che i libri si possono acquistare tranquillamente on-line?
In Italia centinaia di librerie hanno chiuso negli ultimi dieci anni: la concorrenza dei siti internet, i libri digitali, la crisi economica e gli alti costi di distribuzione sono fra le cause di questo fenomeno, ma il problema principale rimane il continuo calo dei lettori. Dagli ultimi dati emerge che solo il 40,5 per cento della popolazione legge almeno un libro all’anno, con grosse differenze tra il Nord e il Sud. Se, ad esempio, in Friuli-Venezia Giulia si arriva al 50,6 per cento, in Campania si è fermi al 27,5.
Eppure, in questo quadro sconsolante una buona notizia c’è e arriva proprio dalla Campania. Una decina di anni fa un ragazzo di vent’anni, Rosario Esposito La Rossa, dopo aver rilevato una storica casa editrice napoletana, la “Marotta e Cafiero”, decide di trasferirla a Scampia dove, assieme alla moglie e all’Associazione “Voci di Scampia”, apre anche una libreria e la chiama “Scugnizzeria”.
Scampia è un quartiere periferico di Napoli, noto alle cronache per fatti di sangue legati allo spaccio della droga. Per anni era difficile anche il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine. Privo di centri di aggregazione e di servizi, è un enorme quartiere dormitorio fatto di palazzoni di edilizia popolare costruiti negli anni Settanta.
Nel giro di pochi anni quello che sembrava un sogno impossibile si realizza e cresce diventando una vera e propria zona di spaccio di libri e di cultura, un punto di riferimento in cui si possono frequentare anche corsi di recitazione e laboratori.
Eppure, nel quartiere c’è il record nazionale di disoccupazione (61 per cento), l’abbandono scolastico è altissimo e buona parte dei giovani sotto i trent’anni non studia e non lavora. Ma l’idea funziona perché è proprio in quartieri come questo che c’è il bisogno di trovare una risposta diversa: “I libri aprono mondi” -dice Rosario- “e sono proprio questi mondi a fare la differenza”. E se le difficoltà economiche sono un ostacolo, ci si inventa il “libro sospeso”: chi non ha problemi acquista il suo libro e lascia 10 euro per chi non se lo può permettere. Così dalla “Scugnizzeria” escono in pochi mesi 800 libri regalati, per lo più a bambini e ragazzi di famiglie disagiate. 800 sguardi aperti su un mondo diverso, lontano ma immaginabile.
Nel 2017 il Presidente Mattarella premia il coraggio di Rosario con il titolo di Cavaliere della Repubblica.
Perché una libreria non è un’attività commerciale come le altre e questo esempio ce lo ricorda.

Martina Cappelletto

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