Storie di bigliettino

Sono arrivato nelle mani appiccicaticce di Robertino questa mattina, subito dopo la frittella che la mamma gli ha fatto assaggiare.
Sono ancora tutto unto!
Robertino ha otto anni e sembra un tipetto sveglio, così tutto orgoglioso ho mostrato la scritta sulla mia pancia: “gli abbracci salvano la vita”.
Sono un bigliettino giallo e sorridente, sono sicuro che a Roberto io piaccia almeno un po’. Sabato pomeriggio però, sono rimasto tutto il tempo ad annoiarmi sul comodino, con la pancia coperta, mentre Robertino giocava alla Play con il suo amichetto Davide.
Davide è molto bravo a Crash Bandicoot, vince spesso e pare che a Roberto questo non piaccia. Stavo quasi per appisolarmi quando sento un grosso “BAAM!”, era Davide che picchiava la testa proprio sul comodino su cui ero appoggiato.
Lui e Robertino stavano litigando: “non hai vinto! Hai barato!” Disse uno.
“Sei tu che sei un pappamolla!” Rispose l’amico.
“Smettila scemo!” concluse Robertino.
Ad un certo punto Davide cade a terra a peso morto e Robetino chiama la mamma impaurito. Ambulanze, sirene, telefoni che squillano, tutti corrono veloci, Robertino piange e la porta si chiude con un forte rumore: “SBAM!”
Rimango da solo sul comodino, in silenzio, sono agitato e non so bene cosa sia capitato.
Alla sera rivedo Robertino rannicchiarsi nel letto, la mamma seduta spiega che il povero Davide ha preso una bella botta alla testa, ma comunque non c’è da preoccuparsi, non è così grave.
La mamma da un grande bacio a Robertino e se ne va.
Rivedo finalmente gli occhioni rossi di Robertino, mi sta rileggendo!
Devo far risplendere nella maniera più chiara possibile la mia scritta!
Chiudo gli occhietti di biglietto che ho e spero di far sembrare la mia pancia grandissima, grande come quella di una balena.
Vedo un accenno di sorriso!
Sono le sette e trenta, Robertino ha deciso di portarmi con sé, ma non so proprio dove, per fortuna mi tiene tra le sue mani calde, fuori nevica!
“Ehi! Ma…di chi sono queste mani fresche? Chi mi tocca? Io sono di Robertino! Giratemi subito!”
Ad un tratto “PAM!” la faccia di Davide! Ha una benda sulla testa, sembra un pirata!
Che bello, sorride! “Ehi ma… Ehi! Mi state schiacciando!”
Non so bene cosa stia succedendo, ma improvvisamente sento da una parte il cuore fortissimo di Robertino, dall’altra quello tamburellante di Davide e molti pelucchietti di lana che mi solleticano.
“Ehi! Ho capito, questo è un abbraccio!”
Così mi distendo bene anche io tra tutto questo contatto.
Sono un piccolo bigliettino giallo appoggiato sui cuori.

Elena Zoldan

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