Donne fantastiche e dove trovarle

La luce artificiale del salone rifletteva negli occhi delle ragazze che avevano dato vita alla serata.
Quasi fosse stata studiata, la luminosità di colei che aveva gli occhi color del ghiaccio d’inverno, si fondeva in maniera stupenda con quelli profondi come la notte della persona seduta al suo fianco.
Sembrava di trovarsi in un posto di pace e tranquillità.
Il suono degli archi riempiva la sala nel silenzio incantato degli spettatori che stavano osservando.
Ma fu quando la prima ragazza prese la parola, che la magia della serata ebbe inizio.
Non era più la luce o il suono degli strumenti che accompagnavano i racconti a farla da padrona, ma il viso.
L’espressione dei volti di queste donne che stavano raccontando ed ascoltando la loro vita vissuta.
Ognuna narrava la propria storia, con il suo modo unico di descrivere, ma in comune c’era la forza.
Sembrava di sentire i racconti epici attorno ad un fuoco mentre fuori piove.
Le storie fantastiche che ascoltavamo da bambini, ora venivano narrate da persone che le avevano veramente vissute.
Come le grandi battaglie epiche, le difficoltà provate in queste storie erano crude, difficili, forti.
Come in ogni opera che si rispetti però, esiste un eroe.
Qualcuno che impugna una spada e combatte contro i cattivi, per salvare tutti, per salvare sé stesso per far sì che si possa vivere in un mondo migliore.
Sono loro, le donne fantastiche.
Sono coloro che raccontano la loro vita.
Se qualcuno dovesse mai domandarsi dove si possa trovare un eroe, legga queste storie, troverà la risposta.
Il suono finale degli archi risuonava nella stanza, come i canti antichi che narrano dei grandi protagonisti, i quali, con il loro spirito, proteggono coloro che sono ancora qui, per far in modo che possano gustarsi un ottimo caffè (olè).

Sandro Pezzella

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“Nei nostri luoghi. Storie di donne, dolori e libertà.”
Presentazione del libro, Ex-Tipografia Savio, 12 dicembre 2019

10 donne. 16 mercoledì. 55 racconti che rappresentano altrettante sfide, ora raccolte in un libro.
È un libro che rappresenta “un anno di lavoro speciale”, come l’ha definito Patrizia Rigoni, scrittrice, esperta di medicina narrativa, che ha guidato Alessandra, Antonella, Edi, Eleonora, Genny, Marta, Martina, Natascia, Paola e Veronica in un percorso che nessuna di loro immaginava potesse portarle fino a qui.
È un libro che profuma di forza e di vittoria.
Di schiene dritte e orecchie tese.
Di quella straordinaria capacità femminile di rialzarsi, reinventarsi e riprovarci, che in queste donne ha raggiunto il suo apice.
Al CRO di Aviano il riconoscimento del valore della scrittura ha una lunga tradizione. “Quando i pensieri si depositano sulla carta, ci si sente immediatamente più leggeri, più liberi”, racconta Ivana Truccolo, responsabile della biblioteca scientifica e pazienti del CRO. “Abbiamo iniziato con il diario di bordo, che periodicamente pubblicavamo, per onorare le storie dei nostri pazienti.
Dal 2011 sono iniziati i corsi di scrittura terapeutica.”Con Patrizia Rigoni però il percorso è stato diverso. Gli incontri, non si sono focalizzati sulla terapia, bensì sulla pura espressione creativa attraverso la parola.
Parole lette, prima di tutto, selezionate con cura dalle pagine di grandi autori.
Parole scritte, poi, che sono emerse in modo prepotente, tirate fuori dagli armadi, dai pozzi, in cui erano rinchiuse. “Le parole sono diventate miele, che ci ha incollate le une alle altre ed è diventato nutrimento per ognuna di noi”, racconta Patrizia Rigoni.
Ciò che è certo è che intorno a queste parole si è creato un gruppo speciale.
“Quello che mi ha colpito di queste donne è la loro capacità di non tirarsi mai indietro, di mettersi sempre in gioco ad ogni appuntamento senza esitazione”, ha spiegato Patrizia Rigoni.
“Ma soprattutto mi ha colpito la loro capacità di ascolto ed empatia, il saper assorbire le storie di ciascuna, identificandosi con esse, senza nessun giudizio.”
Giovedì 12 dicembre, presso l’Ex Tipografia Savio di Pordenone, le lettrici della Biblioteca di Sara e del Gruppo Letture ad Alta Voce del CRO hanno proposto alcuni degli esercizi di scrittura che le dieci partecipanti hanno sviluppato durante il corso.
Esercizi per modo di dire, perché si tratta di pezzi estremamente efficaci e curati.
Ciascuno in modo diverso, perché diverso è il modo in cui ognuna di queste donne ha affrontato la sua battaglia.
Cullati dalla musica del Quartetto Crescendo, siamo entrati in punta di piedi nella cucina di Edi, scoprendo quanta poesia ci possa essere in uno spezzatino preparato con cura.
Siamo saliti in sella alla rombante moto di Natascia e poi sul treno, con il piccolo Rahul e la sua coraggiosa mamma Alessandra.
Abbiamo visitato il piccolo paese di Scomigo, scoprendolo a poco a poco attraverso lo sguardo affettuoso di Marta.
Abbiamo incontrato con Genny la Felicità, che verrà a trovarla, sontuosa ed elegante, in un giorno non troppo lontano.
Abbiamo volteggiato insieme a Eleonora sopra luoghi che conosciamo bene, ma non immaginavamo potessero contenere tanta bellezza.
Grazie alla penna ironica di Martina, abbiamo scoperto l’orgoglio di una donna che legge. Abbiamo ascoltato il “prima” e il “dopo” di Veronica, facendo amicizia con il suo “ora”. Abbiamo scoperto con Antonella che anche un siluro inesploso in fondo al mare può servire a qualcosa e che viene sempre il momento giusto per qualsiasi cosa.
Infine, grazie a Paola, ci siamo resi conto che il momento giusto è proprio ora, il momento in cui riusciremo ad accettare il nostro disarmonico caos.

Giulia Pavanello

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